Progetto editoriale, critica culturale e narrazione visiva · 2018–oggi

Zeropositivo.eu è il mio spazio editoriale: un luogo dove racconto libri, mostre, artisti, gallerie, percorsi urbani e visioni contemporanee. È nato nel 2018 come un blog personale, ma nel tempo è diventato molto più di un semplice diario culturale: è un progetto narrativo che tiene insieme critica, osservazione, ricerca e fotografia.
Qui sperimento linguaggi diversi — recensioni, interviste, reportage, percorsi d’arte, storytelling visivo — con un’attenzione particolare per le forme che la cultura assume nello spazio pubblico. È un lavoro fatto di letture, esplorazioni, visite, archivio personale, studio dell’immagine e costruzione di un discorso critico che sia insieme accessibile e rigoroso.
Zeropositivo non è un progetto editoriale “isolato”: negli anni si è intrecciato con tutto il mio percorso, diventando un terreno di sperimentazione per la scrittura, l’interpretazione delle immagini, la recensione critica e la narrazione culturale urbana. È anche uno spazio di allenamento professionale continuo: un laboratorio in cui approfondisco temi che poi ritornano nella curatela, nella comunicazione e nelle mie attività istituzionali.
Attraverso Zeropositivo ho potuto consolidare una voce personale: un modo di raccontare il contemporaneo che sta tra giornalismo culturale, critica visiva e una forma di cura narrativa dei contenuti. È il luogo in cui esercito il mio sguardo.
Competenze attivate
- critica d’arte e scrittura culturale
- analisi e recensione di libri, mostre e percorsi artistici
- progettazione di contenuti editoriali complessi
- storytelling visivo e narrazione fotografica
- costruzione di percorsi culturali urbani
- gestione blog, SEO culturale e ottimizzazione testi
- sviluppo voce editoriale e identità narrativa
- organizzazione rubriche e format
- pubblicazione continuativa e gestione calendario contenuti
Cosa rende unico questo progetto
Zeropositivo è la parte più personale e libera del mio lavoro: un luogo dove la scrittura, la cultura e l’immagine si incontrano senza vincoli istituzionali.
È la mia palestra narrativa, e allo stesso tempo il cuore della mia identità culturale.